C’è un nuovo fermento nel giardino della sede Padre Lega di Cedrate (Scuola Secondaria Ponti). Non si tratta solo di compiti e lezioni frontali: questa volta, le classi prime hanno deciso di “sporcarsi le mani” per dare vita a un progetto green che profuma di terra e di crescita.
Dalla teoria alla pratica: zappe e passione
Il giardino della scuola si è trasformato in un laboratorio a cielo aperto grazie a un grande lavoro di squadra. Un ringraziamento speciale va al Professor Stefano Marini (Religione): in veste di esperto agrario, ha guidato le operazioni sporcandosi le mani in prima persona. È stato lui a occuparsi del lavoro più pesante, vangando e preparando il terreno affinché gli alunni potessero poi operare in totale sicurezza.
Il suo coordinamento tecnico è stato fondamentale, così come il supporto delle professoresse Vadalà e Garavaglia (Matematica e Scienze) e dei docenti di sostegno prof.sse Casavola e Dones.
Armati di zappe, vasi e terriccio, i ragazzi hanno iniziato la prima fase del progetto: la semina. Ogni vasetto custodisce un piccolo seme che, curato quotidianamente, rappresenta il primo passo verso un obiettivo più grande. Presto, infatti, le piantine ormai robuste affronteranno la fase del trapianto nell’orto scolastico, dove potranno affondare le radici nel terreno vero e proprio.
Un progetto che coltiva competenze
L’iniziativa non è solo un esercizio di giardinaggio, ma un ponte verso il mondo reale:
- Scienze dal vivo: ciò che si è studiato tra le pagine dei libri prende forma sotto gli occhi degli studenti.
- Sostenibilità: imparare la cura delle piante significa educare al rispetto per il pianeta e alla filosofia del chilometro zero, applicabile anche sul balcone di casa.
- Competenze per la vita: coltivare pazienza, responsabilità e senso pratico, abilità fondamentali per i cittadini di domani.
Veder crescere una pianta da un piccolo seme innaffiato ogni giorno è il simbolo più bello dell’amicizia e dell’integrazione: un lavoro costante che richiede coltivare i valori di cura e rispetto.
Una scuola aperta e inclusiva
Il progetto, fortemente voluto dall’istituto, non si ferma alle classi prime. L’orto è uno spazio aperto a tutti i docenti e alla comunità scolastica (alunni). È un invito a condividere il piacere di prendersi cura della vita, trasformando la scuola in un luogo dove l’apprendimento passa anche attraverso il contatto diretto con la natura.
In attesa del primo raccolto, auguriamo “buon lavoro” ai nostri piccoli novelli agricoltori e ai loro insegnanti: che questi semi portino frutti rigogliosi, dentro e fuori i banchi di scuola!













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